Lo sport ha giocato un ruolo fondamentale nella vita di Renzo Savasta.

Cresciuto sportivamente nelle giovanili della pallavolo Belluno, approda nel 1974, all’età di 20 anni, nel Petrarca Padova, società che militava nella massima serie del campionato italiano, per rimanervi fino alla stagione ‘77-’78. L’anno successivo decide di tornare a vestire i colori della SAI Belluno, società nel frattempo promossa in serie A, per giocare altre due stagioni, le ultime della sua carriera da professionista nella quale vanta anche 8 presenze nella Nazionale italiana e la partecipazione, nell’agosto 1977, alle Universiadi di Sofia, in Bulgaria.
L’esperienza dello sport agonistico e in particolare l’appartenenza a una squadra, cioè un gruppo di persone che competono per il raggiungimento degli stessi obiettivi, ha trasmesso a Savasta valori che lo accompagnano da sempre.
Proprio la consapevolezza del ruolo educativo che tale esperienza può avere nella vita di un giovane lo ha spinto a rendersi attivo nello sport anche fuori dal campo, prima come dirigente della pallavolo Belluno e poi come patron del Belluno Calcio dal 1997 al 2003.
Per quest’ultima avventura, in particolare, viene ricordato con affetto dai tifosi della sua città.
In soli sei anni di gestione infatti, con 4 salti di categoria, la squadra passa dalla 1a divisione dilettanti alla serie C professionisti, i soci passano da 0 a 56 e il settore giovanile arriva a superare i 250 ragazzi, alcuni dei quali riusciranno ad approdare al calcio professionistico.

Tuttora Savasta pratica attività sportiva, con una passione speciale per la montagna e per il volo col parapendio.

Renzo Savasta e Pemba Sherpa, cima Mera Peak ( Himalaya ), anno 2010, 6476 metri.

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